sabato 11 giugno 2016

Lotta all'Aids, Tubercolosi e Malaria: il nuovo rapporto e le richieste al governo italiano

Aidos (Ass. italiana donne per lo sviluppo) e Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids presentano il rapporto “Il Fondo Globale: un’opportunità per l’Italia, una risorsa per le future generazioni” (pubblicato nell’ambito del progetto Increasing Italy’s commitment to the Global Fund to Fight Aids): Martedì 14 giugno, 11.30, Sala Stampa - Camera dei Deputati, via della Missione 4 


Fra i dati che emergono dal rapporto: dal 2002 al 2014, nei paesi in cui opera il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria, sono state salvate più di 17 milioni di vite, mentre i decessi per Hiv, Tbc e malaria: sono diminuiti del 30% oltre 8 milioni le persone che hanno beneficiato del trattamento antiretrovirale (Art), oltre 13 milioni quelle che hanno ricevuto cure per la Tbc e 548 milioni zanzariere trattate con insetticida. 

Il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria è lo strumento finanzario internazionale che dal 2002 dà una risposta concreta a tre epidemie che devastano le popolazioni più povere e emarginate del mondo. Coinvolgendo non solo governi e istituzioni ma anche la società civile, i privati e le comunità delle persone colpite dalle tre malattie, in questi decenni ha contribuito a una visione moderna della salute globale, attenta soprattutto alle fasce di popolazione più esposte e vulnerabili come donne e adolescenti. Dopo anni di azioni concrete siamo arrivati ad un punto cruciale: o si continua nel lavoro fatto oppure si rischia di vanificare i progressi fatti, specie nei paesi con più difficoltà di accesso a cure adeguate.. 
Il prossimo settembre avrà luogo in Canada la V° Conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale. L’Osservatorio italiano sull’azione globale chiede che l’Italia torni ad essere un paese leader fra i donatori internazionali, incrementi il sostegno alla salute globale con una dichiarazione di impegno finanziario per 200 milioni di euro per il periodo 2017-2019 e sostenga il rafforzamento della società civile, per consentirne il pieno coinvolgimento nei processi decisionali e nell’attuazione dei programmi di lotta contro le epidemie. 
Aderiscono : Actionaid • Aidos • Amref Health  Africa •  Ccm • Cestas • Cesvi • Coopi • Cospe • Medici con l’Africa • Cuamm • Medicus Mundi Italia • Iscos • Weworld • World Friends

Richieste di accredito a press.osservatorioaids@ong.it entro lunedì 13 giugno, h 15. 

mercoledì 1 giugno 2016

2 giugno contro il femminicidio: a Roma, in via della Magliana 1125, ore 10. A Latina, in Piazza del Popolo ore 10,30

2 giugno 2016: le donne scendono in piazza in varie città d'Italia per gridare la rabbia contro la violenza sulle donne e chiedere impegno e soluzioni per cambiare la cultura maschilista che ci travolge e danneggia tutte e tutti.
Un flash mob diffuso, e ovunque possibile, per rompere l'indifferenza e chiedere a tutti e tutte, ma soprattutto alle donne delle istituzioni, di mettersi in gioco proponendo interventi che vadano oltre l'emergenza.



Tutte le info sulla pagina fb degli eventi.
Roma, davanti al ristorante la Tedesca in via della Magliana 1125, ore 10
- Latina, in Piazza del Popolo ore 10,30  

giovedì 19 maggio 2016

Dopo lo stupro di via Teano le donne in piazza: la violenza contro le donne è maschile, non del "depresso" o dello "straniero" di turno

Venerdì 20 maggio, ore 18, Largo Agosta: in piazza unite per gridare che la violenza contro le donne la fanno gli uomini. 


Dopo lo stupro avvenuto pochi giorni a via Teano,  contro una ragazza albanese che riporta di essere stata sequestrata da due rom, abbiamo anche dovuto assistere alla penosa strumentalizzazione delle donne, e del serissimo problema della violenza di genere, a fini razzisti e securitari cavalcato da fascisti. Gli stessi che augurano alle donne antirazziste di essere stuprate. Un ossimoro, praticamente; e oltre al danno la beffa, se vogliamo.

Le donne scendono dunque in piazza per gridare che la violenza contro le donne non ha confini né passaporto, né classe; la violenza contro le donne la fanno gli uomini. 

La violenza maschile contro le donne è sistemica; le offende, le molesta, le percuote, le stupra, perché le tratta come oggetti identificandole esclusivamente nelle funzioni sessuale e riproduttiva. E' la violenza patriarcale, è la violenza del femminicidio e colpisce tutte.


Mentre politica e istituzioni sbandierano slogan a difesa delle donne, si rende di fatto inapplicabile la legge sull'aborto, si chiudono i consultori e si tagliano i fondi ai centri antiviolenza, si precarizzano le vite.

Il corpo delle donne strumentalizzato e abusato, è da sempre terreno di conquista economica, politica e sociale. La violenza maschile non è un'emergenza, come vorrebbero farci credere per approvare leggi come il pacchetto sicurezza: è strutturale e quotidiana. Le strumentalizzazioni securitarie sono solo un'ulteriore violenza contro di noi perché spostano l'attenzione dissimulando un problema molto più profondo: alla radice stessa del patriarcato. L'obiettivo è sempre lo stesso: il controllo sul corpo delle donne agito da uomini che vorrebbero privarci della nostra autodeterminazione.
Per questo scendiamo in strada a esprimere la nostra solidarietà alla ragazza violentata a via Teano e e tutte le altre che hanno subito e subiscono violenza ogni giorno nelle case, nei posti di lavoro, nelle strade, nei C.I.E. e in ogni dove.

Nessuna delega: la prima parola e l'ultima sul corpo delle donne è delle donne. Le strade libere le fanno le donne che l'attraversano. Rivendichiamo l'autodifesa e la solidarietà femminista: femminista, antirazzista, antifascista. Perché una femminista è antifascista per definizione; altrimenti, non è.

sabato 27 giugno 2015

Una Terra, una famiglia umana: a Roma il 28 giugno in difesa del clima

Domenica 28 giugno, alle 9,00 da Piazza Farnese fino a Piazza San Pietro. 
Anche Greenpeace e Avaaz si uniranno alla marcia per il clima promossa da GreenFaith e Conservation Foundation su proposta di OurVoices (Campagna interreligiosa contro i cambiamenti climatici), e organizzata da Focsiv (Volontari cristiani nel mondo). Ambientalisti e comunità delle più diverse ispirazioni religiose (cattolica, protestante, ebraica, i giovani legati alla Moschea di Roma e l'Unione buddista), gruppi della società civile, organizzazioni di volontariato, sindacati, associazioni degli agricoltori, marceranno insieme verso Piazza San Pietro in risposta all'Enciclica “Laudato si’”: per ringraziare Papa Francesco per aver agito, e per chiedere impegni più seri ai governi in vista della prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Parigi in dicembre. 
Perché i nostri politici restano sordi. E invece urgono “accordi intergovernativi che servono a ridurre l’utilizzo dei combustibili fossili, in modo da non arrivare a questo famoso riscaldamento del pianeta di due gradi [a cui siamo già ampiamente arrivati, ndr] e, contemporaneamente, la creazione di un fondo verde per rispondere ai drammi di popolazioni del Sud del mondo, che già oggi vivono l’impatto nella loro vita, nel loro quotidiano, dei cambiamenti climatici. Le periferie del mondo subiscono, prima e ancor più dei Paesi economicamente ricchi, le conseguenze dei disastri ambientali: i poveri [e più di tutti le donne, e con loro i bambini, ndr], benché siano quelli che inquinano di meno, sono coloro che vivono sulla loro pelle con maggiore forza l’impatto di questi cambiamenti” (Attilio Ascani di Focsiv)).
Un tema a noi stracarissimo; il tema per eccellenza - per ragioni altrove mille volte sviscerate e per cui invitiamo, anche ora, tutte e tutti a esserci e ad agire.
Ricordando, per l'ennesima volta: guerra, distruzione ambientale, persecuzione delle donne, razzismi  sono tutti nomi diversi per dire la stessa cosa. Ecco perché per la giustizia, la pace e la sostenibilità serve un solido asse fra gli attivismi.

venerdì 12 giugno 2015

Diversi e insieme, anche grazie alla lunga strada dell'Aied

Fu l'Aied, negli anni Settanta, a raccogliere il lavoro che tante femministe stavano appassionatamente sperimentando dal basso, e a dare vita alla prima rete di consultori che diedero sostegno allora alle donne e a tanti adolescenti alle prese con la rivoluzione sessuale. Quella che condusse alle inaudite innovazioni di rendere legali i contraccettivi (prima il preservativo, poi la pillola), e giunse infine a consentire il divorzio e la libertà di scelta e di interruzione di gravidanza.
Consultori che poi, benché fra mille difficoltà, continuarono il loro percorso nei successivi decenni. A latere, costanti campagne per elevare la coscienza di sé, e dunque la prevenzione e la qualità delle relazioni. Anche quest'anno si fa il punto, con il convegno Diversieinsieme: per parlare di sessualità, prevenzione, relazioni. Il 13 giugno h. 9,30 al Grand Hotel Minerva, nella omonima piazza accanto al Pantheon, adolescenti, operatori, psicologi, genitori e insegnanti riuniti, discuteranno dei progetti realizzati grazie alle iniziative già realizzate dall'Aied Roma nei due anni scorsi.  Dopo #NoViolenza#Donne (2013), e #Giovani#Liberidiamare (2014), il tema di quest'anno è #Diversieinsieme: promosso con l'intento di valorizzare le diversità di genere e di combattere le idee preconcette che rendono rigide le identità sessuali e alimentano il sessismo. 

In palio un premio di 10.000 €, che verrà assegnato domani a uno dei cinque progetti selezionati sul nuovo tema.



mercoledì 6 maggio 2015

Basta con la vergogna del vitalizio ai parlamentari condannati, a spese di chi la pensione la vede sempre più lontana

Giovedi 7 maggio 2015: Libera e Gruppo Abele invitano a ritrovarsi alle 13.30 a Roma, davanti a Montecitorio: per un sit in senza bandiere in contemporanea al voto che i parlamentari sono chiamati a dare per l’abolizione del vitalizio agli ex parlamentari condannati per mafia e corruzione.
Mezzo milione di firme sono state presentate ai presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso per dire basta ai vitalizi ai condannati.




Ci vediamo lì per essere sicuri che tutto vada come chiediamo da tempo. E che finalmente rispondano.