Visualizzazione post con etichetta Marisa Rodano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marisa Rodano. Mostra tutti i post

sabato 11 ottobre 2014

Ricominciare: donne che (ri)costruiscono, 1945-1948

L’ingresso in scena delle donne, e il protagonismo femminile nella ricostruzione, è stato uno dei frutti più preziosi della Resistenza. Ma gli anni dal '45 al '48 non sono mai stati analizzati dal punto di vista femminile. Ora un convegno nazionale Anpi ricorda le donne di quegli anni e, con alcune testimoni che vi parteciparono attivamente, tenta di restituire spunti preziosi alla storia. 
Cessato il rombo dell’ultimo cannone, contate le  vittime e i dispersi, che ne fu delle 35.000 partigiane, e delle 70.000 dei Gruppi di Difesa della Donna che in modo organizzato, con le armi e senza armi, avevano partecipato, compagne di combattimento, alla Resistenza? e delle  donne che per quei cinque lunghi anni avevano saldamente tenuto in piedi quel che restava dei nuclei familiari, che avevano protetto e sostenuto gli sbandati, i renitenti, i fuggiti dai campi di concentramento, i partigiani?  
La maggior parte osservò la montagna di macerie che si stendeva davanti a loro e si rimboccò le maniche. Alcune aprirono associazioni di sole donne per elaborare propri programmi e per combattere le discriminazioni cui erano esposte da sempre; alcune entrarono nei sindacati e nei Consigli comunali, qualcuna (pochissime) diventò sindaco. Alcune entrarono in Parlamento e, benché in netta minoranza, furono determinanti nello scrivere il dettato costituzionale e cruciali per introdurre gli articoli che sanciscono la parità dei diritti.
11 ottobre, Palazzo Baldassini, istituto Luigi Sturzo.
Gli anni dal '45 al '48 non sono mai stati analizzati dal punto di vista femminile. Il ruolo delle donne era sempre pensato legato alla sfera privata nonostante i partigiani sapessero il loro ruolo. Come ricorda Lidia Menapace, a Milano le partigiane non poterono sfilare alla Liberazione perché "il popolo non avrebbe capito". (Marisa Rodano, dal convegno "Ricominciare. Donne che costruiscono, 1945-1948").

mercoledì 8 gennaio 2014

Le donne e il potere in Italia: il complesso di Penelope

Laura Cima arriva a Roma per discutere di donne e potere, insieme a Marisa Rodano e ad Alessandra Bocchetti: l'appuntamento è per il 15 gennaio alle h. 18 alla Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19, per la presentazione del suo libro "Il complesso di Penelope" (il giorno dopo, a Napoli).

Perché leggerlo? perché discuterne? Tutte le risposte nela recensione uscita nel n° 99 di Leggendaria; Marzo 2013: 
Penelope vuole il potere
Il libro di Laura Cima, femminista e ex deputata verde, impegnata da decenni nel movimento e nelle istituzioni, ricostruisce oltre un secolo di storia italiana, narra la propria esperienza e avanza alcune proposte politiche. Un libro partecipe e fitto di date, storie, leggi, biografie di donne, lotte, dati economici e politici. Un saggio e insieme un’autobiografia che va dalla prima petizione per il voto scritta nel 1877 da Anna Maria Mozzoni al convegno femminista di Paestum nell’ottobre 2012. Un volume vivace che mescola vita privata e vita pubblica, vicende italiane e internazionali, storia del femminismo e delle istituzioni dello Stato e che si rivolge alle più giovani perché il nuovo protagonismo femminile possa imporsi sulla scena politica e imprimere all’economia una svolta decisiva.