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giovedì 9 ottobre 2014

Lettera al sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino

Egr. Sindaco,
Aspettare stanca dal 2006 segue le vicende politiche del nostro Paese, sia adoperandosi per ottenere norme rispettose dell’uguaglianza donna uomo, sancita come principio fondamentale dall’articolo 3 e ribadita per le cariche elettive dall’articolo 51, sia monitorando con dati di genere le varie tornate elettorali. Stiamo seguendo con interesse il primo esperimento di elezioni di secondo livello previsto dalla Legge Delrio per i Consigli delle nuove Province e delle otto Città metropolitane [qui ii contenuti nel dettaglio, ndr]. L’interesse è accompagnato da una certa preoccupazione per la scelta del voto attraverso l’espressione di una sola preferenza e per il rinvio dell’applicazione dell’art. 27 della suddetta Legge, che contiene disposizioni di genere per la composizione delle liste.
Abbiamo pubblicato le statistiche di genere sui risultati delle elezioni svolte e, finora, il peggior risultato è quello riguardante il Consiglio della Città Metropolitana di Roma.
Visto l’art. 40 della Legge Delrio [art 40. Il sindaco metropolitano può nominare un  vicesindaco,  scelto tra i consiglieri metropolitani, stabilendo le eventuali  funzioni  a lui delegate e  dandone  immediata  comunicazione  al  consiglio.  Il vicesindaco esercita le funzioni del sindaco  in  ogni  caso  in  cui questi ne sia impedito. Qualora il sindaco metropolitano cessi  dalla carica per cessazione dalla titolarità dell’incarico di sindaco  del proprio comune, il vicesindaco rimane in carica fino all’insediamento del nuovo sindaco metropolitano; ndr], ci rivolgiamo a Lei, che, in quanto sindaco della città capoluogo assumerà il ruolo di Sindaco del nuovo Consiglio, per chiederle di nominare una consigliera donna come vicesindaca.
In tal modo potrebbe assicurare quel minimo di riequilibrio necessario per evitare di avviare i lavori del nuovo Consiglio con il marchio negativo di una sottorappresentanza delle donne, che costituiscono oltre la metà della popolazione e del corpo elettorale.
Ci è gradita l’occasione per inviarle i nostri saluti e auguri di buon lavoro.

La presidente, Rosanna Oliva


mercoledì 20 marzo 2013

Rosanna Oliva: Giunta paritaria in Lombardia; Giunta con sei donne nel Lazio


Il 19 Marzo 2013, si è insediata la Giunta relativa alla X Legislatura di Regione Lombardia, dove per la prima volta ci sarà una Giunta paritaria, con un numero pari di uomini e donne.

Un risultato politico, raggiunto grazie a una battaglia di varie associazioni di donne in via giudiziaria iniziata in Lombardia nell’ormai lontano Giugno 2010, e proseguita anche in altre regioni, e in particolare nel Lazio, contro Giunte monogenere o con scarsa presenza di donne.

Oggi, 20 marzo, anche la Regione Lazio ha la sua Giunta: nessun consigliere e ben sei donne, tra cui Lidia Ravera alla cultura.

Ecco quanto ha dichiarato a questo proposito il presidente Zingaretti: 
«Un motivo in più di orgoglio è la forte presenza femminile nella Giunta. Siamo andati oltre la logica del 50%, facendo della Giunta del Lazio quella con la maggiore rappresentanza femminile tra le Regioni italiane. Voglio sottolineare che non si tratta di una scelta di facciata, ma del risultato dei grandi cambiamenti in atto nella nostra società e del ruolo che, con coraggio e fatica, stanno finalmente conquistando le donne anche nel nostro Paese. Era ora che anche la politica se ne accorgesse». 
Zingaretti ha concluso: «Ora ci aspetta un lavoro molto difficile, vista la situazione dell’ amministrazione che troviamo e dell’intera regione. Ma sono sicuro nella capacità delle persone che abbiamo scelto, che insieme alle qualità e competenze dei consiglieri di maggioranza faranno ripartire davvero il Lazio». 

Si potrebbe aggiungere che quella donna in più rappresenta il dovuto risarcimento per le poche consigliere elette.
Rosanna Oliva, di Aspettare stanca, 20 marzo 2013