mercoledì 20 marzo 2013

Rosanna Oliva: Giunta paritaria in Lombardia; Giunta con sei donne nel Lazio


Il 19 Marzo 2013, si è insediata la Giunta relativa alla X Legislatura di Regione Lombardia, dove per la prima volta ci sarà una Giunta paritaria, con un numero pari di uomini e donne.

Un risultato politico, raggiunto grazie a una battaglia di varie associazioni di donne in via giudiziaria iniziata in Lombardia nell’ormai lontano Giugno 2010, e proseguita anche in altre regioni, e in particolare nel Lazio, contro Giunte monogenere o con scarsa presenza di donne.

Oggi, 20 marzo, anche la Regione Lazio ha la sua Giunta: nessun consigliere e ben sei donne, tra cui Lidia Ravera alla cultura.

Ecco quanto ha dichiarato a questo proposito il presidente Zingaretti: 
«Un motivo in più di orgoglio è la forte presenza femminile nella Giunta. Siamo andati oltre la logica del 50%, facendo della Giunta del Lazio quella con la maggiore rappresentanza femminile tra le Regioni italiane. Voglio sottolineare che non si tratta di una scelta di facciata, ma del risultato dei grandi cambiamenti in atto nella nostra società e del ruolo che, con coraggio e fatica, stanno finalmente conquistando le donne anche nel nostro Paese. Era ora che anche la politica se ne accorgesse». 
Zingaretti ha concluso: «Ora ci aspetta un lavoro molto difficile, vista la situazione dell’ amministrazione che troviamo e dell’intera regione. Ma sono sicuro nella capacità delle persone che abbiamo scelto, che insieme alle qualità e competenze dei consiglieri di maggioranza faranno ripartire davvero il Lazio». 

Si potrebbe aggiungere che quella donna in più rappresenta il dovuto risarcimento per le poche consigliere elette.
Rosanna Oliva, di Aspettare stanca, 20 marzo 2013

martedì 5 marzo 2013

A Roma: le donne trasformano la crisi

Il 7 marzo convegno a Roma su un tema centrale all'interno della grande questione che ci interessa: come trasformare la politica, e il mondo, attraverso il contributo femminile? Il titolo è già un programma: Economia, etica, equilibrio: le donne trasformano la crisi. E anche questo appuntamento fa parte del più ampio progetto "L'Europa è per le donne", che vede a Milano una fitta serie di appuntamenti
Qui trovate il programma dell'incontro romano. Se volette partecipare, prenotatevi! Scrivendo a segreteria@cipax-roma.it oppure chiamando il numero 06-57287347.
Questo il documento introduttivo:
Nel 2012 hanno chiuso mille imprese al giorno (dati Istat). Secondo l’ILO, “il mondo dovrà rispondere alla sfida urgente di creare 600 milioni di posti di lavoro produttivi nei prossimi dieci anni. Nonostante ciò, 900 milioni di lavoratori continuerebbero comunque a vivere, insieme alle loro famiglie, sotto la soglia di povertà dei 2 dollari al giorno, soprattutto nei paesi in via di sviluppo“. Sempre secondo l’ILO, la crisi ha di fatto distrutto 13 milioni di posti di lavoro delle donne*. Tuttavia, c’è chi sostiene che “verrà proprio dal lavoro femminile l’impulso più importante alla crescita nel prossimo futuro”. (Del Boca, Mencarini, Pasqua in “Valorizzare le donne conviene, Ruoli di genere nell'economia italiana” ed. del Mulino 2012). In teoria, il lavoro delle donne farebbe crescere il reddito delle famiglie e i consumi, quindi contribuirebbe a stabilizzare il sistema pensionistico, incidendo positivamente sull’economia, ma non solo. La leadership femminile è in grado di amministrare le aziende operando scelte organizzative vincenti e innovative. Il 2° rapporto nazionale sull'imprenditoria femminile** afferma che le imprese a conduzione femminile crescono più di quelle maschili e resistono meglio alla crisi, anche perché le donne leader hanno, fra l’altro, “un rapporto con il denaro improntato sulla prudenza e una gestione finanziaria dell’impresa molto cauta”. Nonostante ciò, la segregazione orizzontale e verticale delle donne nel mercato del lavoro è continua. Per non parlare della disparità tra i sessi nei quattro settori fondamentali: economia (composizione forza lavoro, gap retributivi, differenze di carriera), rappresentanza politica, istruzione e salute (nuovi nati in base al sesso, aspettativa di vita). L’Italia, secondo il “Gender Gap Report 2012” del World Economic Forum, si trova all’80° posto su 135 paesi analizzati (dopo Botswana, Cina, Kazakhstan, Vietnam e altri). 
Dietro a questi dati esistono complessità non facili da cogliere. Ed è su queste che vorremmo riflettere insieme; cioè sulle profonde contraddizioni esistenti fra crescita e sostenibilità, fra economia ed etica, nella ricerca di un equilibrio di sistemi che non si basi soltanto su scelte di mercato e su uno “sviluppo” incontrollato e iniquo.
Infine, alla crisi rispondiamo in tanti modi diversi: c’è chi soccombe, chi si inventa un lavoro, chi tenta una strada ancora più indistinta. Ed è proprio in questa strada indistinta, fatta anche di scelte estreme, siano esse imprenditoriali, spirituali, etiche, artistiche… in questa strada indistinta si nasconde forse una risposta possibile, che è già stata immaginata sia da certe correnti ecofemministe (economia del dono, ad esempio) sia dai moderni studi matriarcali. Stiamo parlando di un potenziale enorme in termini di riflessione filosofica, di analisi antropologica e, ciò che è più rilevante dal punto di vista economico, di effetti pratici, a partire dal pensiero delle donne fino ad arrivare ad azioni intraprese giorno per giorno per reinventarsi e sopravvivere. Stiamo parlando di Pil (Prodotto Interno Lordo), ma anche di Bil (Benessere Interno Lordo). Da qui possiamo ripartire, dalla consapevolezza che ci dovremmo rivolgere “all’intero, alla profonda alternativa che brilla per tutta la storia del matriarcato (il cosiddetto “ordine materno”) e anche alle sue permanenze, che continuano a esistere in mezzo al patriarcato. A tutt’oggi, non si riconosce il risultato delle recenti indagini che attestano che le società matriarcali del mondo - a differenza della modernità capitalista e di tutte le società patriarcali - non hanno mai conosciuto stato, dominio, classi, guerra, conflitti di genere o catastrofi ecologiche”***. Vogliamo parlare di crisi dell’economia, ma anche fare critica dell’economia e avanzare proposte concrete.
Giovedì 7 marzo 2013, h. 10,30, presso Parlamento Europeo, Sala dei Mosaici, Via IV Novembre, 149 - Roma

mercoledì 27 febbraio 2013

Ripartiamo dallo Tsunami 2013, con nuovo fiocco rosa nella rete-blog

Lo tsunami c'è stato, più prevedibile di quanto vadano dicendo in tanti. Bene, ripartiamo da qui. C'è molto di che riflettere. Oltre a quelli noti sull'inedita configurazione delle forze in Parlamento, il primo dato che ci interessa è: quante donne? e quali? Perciò abbiamo fatto subito i conti: quante donne in Senato, quante alla Camera, quali percentuali, quante a seconda delle forze politiche, quante erano prima, e dunque quali sono gli incrementi. Trovate tutto a questo post.
Altri dati che ci interessano molto, sono quanti e quali gli impresentabili (per usare un termine eufemistico) siedono ancora in Parlamento. E su tutto la grande domanda: quali alleanze si creeranno, e verso quali direzioni, adesso? E soprattutto: in tutto ciò, cosa faranno le donne?
La nostra rete-blog, sull'onda dei risultati elettorali, si è arricchita di un nuovo "punto nevralgico": un altro spazio politica femminile che va oltre le "regioni", in modo di poter essere comune a tutte, nato apposta per ospitare gli interventi di tutte le donne interessate a dare contributi: non solo blogger o politiche, ma anzi (oltre a queste!) il più possibile donne che non abbiano altri luoghi pubblici per esprimersi. Scriveteci qui: politicafemminile@gmail.com e i vostri pezzi saranno pubblicati.

sabato 23 febbraio 2013

Le donne sostengano le donne: contro la lobby-ombra maschile che le esclude

Paola Diana interviene qui, a nome di Accordo Comune per la Democrazia Paritaria, sul tema della democrazia interna ai partiti, ricordando alle politiche, e alle elettrici, che è necessario sostenersi a vicenda, attivamente e trasversalmente, per contrastare quella "lobby-ombra" al maschile che non è affatto un'invenzione: esiste, e opera efficacemente per sbarrare il passo alle donne in politica.

Vota donna! Per cominciare.

Beninteso: le donne non sono un io indistinto. Esattamente come gli uomini: ognuna ha un'idea, una visione della società, del mondo, dei rapporti unica. Non esiste soluzione ai problemi e alla crisi che possa andar bene a tutte come a tutti. Ma tutte, da tempo siamo riuscite a far crescere nell’opinione pubblica l’idea che un mondo e le istituzioni, senza le donne, le loro idee, il loro contributo non possono rinnovarsi, cambiare, riallacciare quel dialogo e ascolto necessario. I partiti ne hanno preso atto e, soprattutto, non possono più prescindere dagli impegni per la democrazia paritaria a cui le pressioni delle donne li hanno condotti. Nelle liste di tutti, dunque, più che in passato, le candidate ci sono. E sono molte; anche se molte ancora in posizioni di facciata.


Qualche partito ne farà eleggere di più, altri meno, scegliendo la via furbesca di candidarle senza eleggerle. Le elettrici e gli elettori, col sistema del porcellum, potranno fare poco.  Ma nelle tre Regioni, Lombardia, Lazio e Molise, chiamate a rinnovare consigli e governi regionali, la preferenza, anche se unica, c’è. Sappiamo tutte che lo scontro per il governo di queste tre regioni è uno scontro maschile.
Ma nei consigli regionali saranno le elettrici e gli elettorali a decidere chi dovrà rappresentarli. Invitiamo dunque non solo le donne, ma anche gli uomini stanchi come noi di vedersi rappresentanti da un solo genere, a dare il voto di preferenza ad una donna.
A quella che per appartenenza politica, per battaglie di genere, per impegno politico e sociale sentiamo più vicina, più affidabile e capace.
Sono molte, hanno con coraggio e passione accettato una grande sfida e meritano l’appoggio di tutte e tutti!
Per questo siamo convinte che l’appello a votare donna oggi sia importante ed è tutt’altro che il solito appello in nome del politically correct.
Prima di entrare nel seggio leggiamo bene le liste delle donne che si candidano per le Regioni; alcune si presentano e si raccontano anche qui, sul nostro blog Politica Femminile Lazio, e qui, su Politica Femminile Lombardia.  Appoggiamole e votiamole. Perché - anche se non tutte le donne sono all'altezza delle nostre aspettative - solo con più donne in politica, la politica ritroverà quel doppio sguardo di cui c’è un grande bisogno. 

Giusy Campo e Silvana De Nicolò

Movimento 5 Stelle: l'agricoltura sociale e le donne
Ciao; siamo Giusy Campo e Silvana De Nicolò, candidate alla Regione Lazio con il Movimento 5 Stelle, e vi vogliamo parlare di agricoltura. Perché in Europa è molto diffusa un'agricoltura nuova e molto al femminile. Si tratta dell'unione fra agricoltura e terapia e inclusione sociale. Si tratta di piccole aziende agricole gestite da privati che ospitano a fini terapeutici e di recupero malati di alzheimer, ex tossicodipendenti, alcolisti, ludopatici... Persone che possono trarre giovamento dal rapporto con la natura e il lavoro agricolo per recuperare un rapporto positivo con la se stessi e la socialità e che vengono quindi inserite in un percorso terapeutico all'interno della fattoria. Queste attività terapeutiche, a seconda della patologia sono complementari alle terapie farmacologiche o psicoterapeutiche e in alcuni casi sono sufficienti di per sè a porre i soggetti in un percorso di guarigione. Sono attività terapeutiche che rientrano in piano di cura elaborato da equipes di medici, psicologi, assistenti sociali che possono poi monitorare i progressi dei pazienti. In Italia l'agricoltura sociale è ai suoi primi passi, diffusa soprattutto nelle regioni ove vi sono progetti e incentivi a questa forma imprenditoriale che coniuga il settore privato a quello della sanità e dei servizi sociali pubblici, mediante l'offerta di servizi che sul medio e lungo termine possono comportare una riduzione della spesa sanitaria in termini di ospedalizzazione e terapie farmacologiche. In Italia le donne si sono dimostrate particolarmente interessate e attive in questo settore per la loro naturale inclinazione all'accoglienza, alla cura e al rapporto con la natura e l'alimentazione. All'interno del Movimento 5 Stelle, nell'elaborazione del programma regionale per il Lazio, abbiamo inserito la possibilità di incentivare e regolamentare in modo più chiaro questa attività che può rappresentare un'opportunità occupazionale soddisfacente e di grande impegno sociale per le donne.
Giusy Campo e Silvana De Nicolò, candidate al consiglio regionale del Lazio

mercoledì 20 febbraio 2013

Tatiana Campioni: intervento alla Casa Internazionale delle Donne

Ieri affollatissimo incontro alla Casa Internazionale delle Donne con la candidate al Consiglio regionale del LazioQuesto il mio intervento:
"La verifica di una  politica è molto semplice: se produce buoni risultati, se migliora la qualità della vita delle persone è una buona politica altrimenti non lo è.
A leggere il rapporto ISTAT che grazie a Linda Laura Sabatini contiene un capitolo consistente sulle condizioni delle donne in Italia o i dati della Regione Lazio sull'occupazione femminile e sull'età media delle donne che partoriscono la prima figlia o il primo figlio (la più alta in Italia) possiamo dire con forza che al governo del Paese e della nostra Regione c'e stata una pessima politica.
Allora cosa si può fare per cambiare ?
Innanzitutto non dobbiamo limitarci a curare i sintomi, ma occorre estirpare il male e oggi il male assoluto è che mancano le donne nei posti  dove si stabiliscono i criteri e le priorità.
Dobbiamo imparare a governare in fretta questo nostro Paese, perché non possiamo più delegare a nessuno le risposte alle nostre necessità. Per questo come movimento delle donne ci stiamo battendo per avere il 50 e 50 in tutte le sedi dove si decide.
Non si tratta di quote rosa ma della ricerca di un  equilibrio.
Una società di uomini e donne deve essere governata da uomini e donne. Due sguardi, due esperienze, due storie differenti possono fare un buon insieme per governare meglio.  La presenza delle donne non serve solo a noi ma serve al Paese.
E' chiaro che la battaglia sarà dura perché le donne non si aggiungono, ma sostituiscono gli uomini e se vogliamo ridurre i costi della politica anche attraverso la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri per ogni donna che entrerà dovranno uscire non un uomo ma 4, 5 e anche di più .
È vero questa volta ci sono più donne nelle liste elettorali rispetto ad altre elezioni. Ci siamo battute molto per questo, nessuno ci ha regalato niente. Spero che molte donne saranno elette e  che le donne voteranno una donna, ma ciò che spero di più è che le donne elette rimangano donne anche a costo di disubbidire ai propri capi partito.
Le donne elette devono mantenere il proprio linguaggio, il proprio sguardo, la propria creatività', devono far valere i propri bisogni, le proprie esigenze, devono portare nella politica la vita delle persone, quella vera, quella che abbiamo visto nelle testimonianze raccolte nel video realizzato da SNOQ? " Un paese per donne: le parole per dirlo".  Non  si devono far relegare o peggio relegarsi ad occuparsi solo di politiche di genere. Questo è quello che vogliono gli uomini. Al contrario dobbiamo essere consapevoli che per cambiare ciò che ci riguarda direttamente, c'è bisogno di cambiare profondamente la società intera, di cambiare le priorità, i criteri.
Voglio farvi un esempio. Se chiediamo ad un uomo cosa intende per grande opera sicuramente risponderà che le grandi opere sono i ponti, i viadotti, le gallerie, le autostrade.
Per me una grande opera è la cura del nostro territorio, del nostro immenso patrimonio storico, artistico, archeologico,paesaggistico che è la nostra identità, il bene più prezioso che appartiene a tutte e a tutti, è la garanzia per la ripresa del Paese, per i suo sviluppo socio-economico.
Per me una grande opera è la messa in sicurezza delle scuole, degli ospedali è l'impegno a eliminare il degrado dei centri storici, la tristezza delle periferie. 
Sono criteri completamente diversi. 
Roma è la  città più bella del mondo, ma è la capitale meno curata del mondo e l'ultimo scempio che vogliono fare a Via Giulia ne è la testimonianza. 
Sto organizzando una mobilitazione di cittadini e associazioni per impedirlo e spero di trovare in voi molte alleate."
Tatiana Campioni