mercoledì 15 ottobre 2014

Teresa Mattei e le donne costituenti

Un'importante iniziativa dedicata alle Madri Costituenti, a partire dall'allora giovanissima Teresa Mattei, avrà luogo mercoledì 15 ottobre alla Camera.
Presentata da Valeria Valente (Presidente del Comitato per le pari opportunità della Camera), con la partecipazione  della Presidente della Camera, Laura Boldrini, l'iniziativa avrà come relatrice la costituzionalista Lorenza Carlassare.
Letture di Barbara Valmorin, tratte dalla Costituzione e dal libro “Teresa Mattei – Un profilo politico parlamentare”. 
Ore 15, presso Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta sulla webtv della Camera.

martedì 14 ottobre 2014

Dalla Regione Lazio: per promuovere pari opportunità un bollino "gender friendly" ai Comuni virtuosi

E' stata approvata dalla Giunta Regionale del Lazio una delibera che si propone di conferire un'attestazione Gender Friendly agli enti locali che dimostrano di incentivare la parità di genere nella cariche pubbliche e nel mondo imprenditoriale. Idealmente… un bollino tipo questo:
con l'intento di riequilibrare   i rapporti fra le opportunità date a uomini e donne. L'obiettivo verrà perseguito introducendo un sistema premiante che assegnerà una maggiorazione nei bandi della Regione Lazio attinenti all’integrazione e all’occupazione femminile, in modo da stimolare gli enti locali a mettere in atto politiche di genere per garantire il rispetto delle pari opportunità fra i generi. L'attestato, che durerà tre anni, sarà rilasciato, su richiesta, all’ente locale che potrà dimostrare di aver promosso azioni concrete. 
Un'iniziativa non improvvisata, ma che scaturisce da un processo che ha richiesto un iter di diversi anni - vedi qui il seminario di lavoro del 2010. Dice l'assessora Concettina Ciminiello, promotrice della delibera
Ancora una volta la Regione Lazio dimostra particolare attenzione al rispetto e alla diffusione di una cultura delle pari opportunità e del mainstreaming di genere. Grazie a questa nuova procedura riusciremo a individuare quegli enti virtuosi che conseguono l'integrazione tra le politiche di sostegno all'occupazione femminile con particolare attenzione al work-life balance, conciliazione tra tempi di lavoro e responsabilità familiari. L'Attestazione durerà tre anni e sarà rilasciata su richiesta dell'ente locale, verificata la presenza di alcuni indicatori, come il rispetto delle quote di genere nelle cariche elettive e nei ruoli apicali dell'Ente o la presenza di un assessorato alle Pari Opportunità. Inoltre saranno valutate le azioni volte a educare alla parità, al rispetto delle differenze di genere e al consolidamento di attività imprenditoriali al femminile. Fino alla presenza di sportelli donna, case rifugio, coworking e servizi dedicati all'infanzia, dagli asili nido a laboratori e ludoteche.

domenica 12 ottobre 2014

Orienteering: lungo sentieri di parità. Un progetto per la Scuola primaria

Un ottimo progetto, e a costo zero, rivolto alle classi III e IV della scuola primaria prende le mosse dal Comune di Roma. Un evento su facebook dà la notizia, e informa sulla necessità di raccogliere 30 insegnanti/istituti interessati a questi temi, e 400 bambine e bambini da coinvolgere.
Il progetto intende mettere in luce, attraverso il trinomio gioco-sport-cultura, alcune figure femminili che hanno lasciato tracce significative nella società.
Tema centrale del progetto è accrescere la consapevolezza di quanto è stato ideato, inventato e realizzato dalle donne, ed elevare  l’educazione al rispetto per le differenze, lo sviluppo di un pensiero critico alternativo a modelli maschili e femminili stereotipati e conformisti.
Le storie delle protagoniste del passato possono essere modelli di riferimento e di differenza ai quali guardare nella complessa costruzione dell’identità maschile e femminile, in una società libera da discriminazioni e violenza di genere in cui a ragazze e ragazzi siano offerte pari opportunità scolastiche e professionali.
Attenzione: le candidature delle istituzioni scolastiche vanno inoltrare entro giovedì 16 ottobre 2014 scrivendo all' indirizzo: protocollo.serviziscolastici@pec.comune.roma.it
Promosso dalla collaudata collaborazione fra Toponomastica Femminile e FNISM (Federazione nazionale insegnanti), con il Comitato Regionale FISO (Federazione Italiana Sport Orientamento) del Lazio, Settore Scuola, il progetto verrà realizzato tra novembre 2014 e l'8 marzo 2015. La premiazione finale avrà luogo l'8 marzo 2015, fra gli eventi della giornata dedicata alle donne.

sabato 11 ottobre 2014

Ricominciare: donne che (ri)costruiscono, 1945-1948

L’ingresso in scena delle donne, e il protagonismo femminile nella ricostruzione, è stato uno dei frutti più preziosi della Resistenza. Ma gli anni dal '45 al '48 non sono mai stati analizzati dal punto di vista femminile. Ora un convegno nazionale Anpi ricorda le donne di quegli anni e, con alcune testimoni che vi parteciparono attivamente, tenta di restituire spunti preziosi alla storia. 
Cessato il rombo dell’ultimo cannone, contate le  vittime e i dispersi, che ne fu delle 35.000 partigiane, e delle 70.000 dei Gruppi di Difesa della Donna che in modo organizzato, con le armi e senza armi, avevano partecipato, compagne di combattimento, alla Resistenza? e delle  donne che per quei cinque lunghi anni avevano saldamente tenuto in piedi quel che restava dei nuclei familiari, che avevano protetto e sostenuto gli sbandati, i renitenti, i fuggiti dai campi di concentramento, i partigiani?  
La maggior parte osservò la montagna di macerie che si stendeva davanti a loro e si rimboccò le maniche. Alcune aprirono associazioni di sole donne per elaborare propri programmi e per combattere le discriminazioni cui erano esposte da sempre; alcune entrarono nei sindacati e nei Consigli comunali, qualcuna (pochissime) diventò sindaco. Alcune entrarono in Parlamento e, benché in netta minoranza, furono determinanti nello scrivere il dettato costituzionale e cruciali per introdurre gli articoli che sanciscono la parità dei diritti.
11 ottobre, Palazzo Baldassini, istituto Luigi Sturzo.
Gli anni dal '45 al '48 non sono mai stati analizzati dal punto di vista femminile. Il ruolo delle donne era sempre pensato legato alla sfera privata nonostante i partigiani sapessero il loro ruolo. Come ricorda Lidia Menapace, a Milano le partigiane non poterono sfilare alla Liberazione perché "il popolo non avrebbe capito". (Marisa Rodano, dal convegno "Ricominciare. Donne che costruiscono, 1945-1948").

venerdì 10 ottobre 2014

Scrivere al femminile: grammatica e media

Il 15 ottobre 20154, alla Casa Internazionale delle Donne, un incontro a cui la maggior parte dei giornalisti e delle giornaliste farebbe bene a partecipare. Perché promuovere un corretto uso del linguaggio di genere è necessario per superare gli stereotipi profondamente radicati sia nel linguaggio, sia nell'informazione. Stereotipi su cui si perpetua quella cultura del patriarcato che genera soggezione femminile e violenza.
Intervengono Fiorella Kostoris (economista e docente alla Sapienza di Roma); Edda Billi (presidente ass. Alma Sabatini); Cinzia Romano (giornalista, Snoq Donne e informazione). Modera Silvia Garambois (giornalista, della presidenza di GiULiA).
Dalle 17,30 alle 19,30, in via della Lungara 19. 

giovedì 9 ottobre 2014

Lettera al sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino

Egr. Sindaco,
Aspettare stanca dal 2006 segue le vicende politiche del nostro Paese, sia adoperandosi per ottenere norme rispettose dell’uguaglianza donna uomo, sancita come principio fondamentale dall’articolo 3 e ribadita per le cariche elettive dall’articolo 51, sia monitorando con dati di genere le varie tornate elettorali. Stiamo seguendo con interesse il primo esperimento di elezioni di secondo livello previsto dalla Legge Delrio per i Consigli delle nuove Province e delle otto Città metropolitane [qui ii contenuti nel dettaglio, ndr]. L’interesse è accompagnato da una certa preoccupazione per la scelta del voto attraverso l’espressione di una sola preferenza e per il rinvio dell’applicazione dell’art. 27 della suddetta Legge, che contiene disposizioni di genere per la composizione delle liste.
Abbiamo pubblicato le statistiche di genere sui risultati delle elezioni svolte e, finora, il peggior risultato è quello riguardante il Consiglio della Città Metropolitana di Roma.
Visto l’art. 40 della Legge Delrio [art 40. Il sindaco metropolitano può nominare un  vicesindaco,  scelto tra i consiglieri metropolitani, stabilendo le eventuali  funzioni  a lui delegate e  dandone  immediata  comunicazione  al  consiglio.  Il vicesindaco esercita le funzioni del sindaco  in  ogni  caso  in  cui questi ne sia impedito. Qualora il sindaco metropolitano cessi  dalla carica per cessazione dalla titolarità dell’incarico di sindaco  del proprio comune, il vicesindaco rimane in carica fino all’insediamento del nuovo sindaco metropolitano; ndr], ci rivolgiamo a Lei, che, in quanto sindaco della città capoluogo assumerà il ruolo di Sindaco del nuovo Consiglio, per chiederle di nominare una consigliera donna come vicesindaca.
In tal modo potrebbe assicurare quel minimo di riequilibrio necessario per evitare di avviare i lavori del nuovo Consiglio con il marchio negativo di una sottorappresentanza delle donne, che costituiscono oltre la metà della popolazione e del corpo elettorale.
Ci è gradita l’occasione per inviarle i nostri saluti e auguri di buon lavoro.

La presidente, Rosanna Oliva


sabato 4 ottobre 2014

Vogliamo una Casa delle Streghe in ogni città

Da Roma un progetto di co-housing per vivere una vecchiaia rivoluzionaria si presenta all'Italia. In un incontro alla Casa Internazionale delle donne, a fine settembre, Thérèse Clerc, 85 anni e madre di quattro figli, ha raccontato come ha realizzato il suo progetto per cambiare l’immagine della vecchiaia, e il modo di viverla.
La “Maison de Babayagas”, aperta nei pressi di Parigi, è la madre di tutte le case delle streghe. Nata a Montreuil, ospita in co-housing 20 donne anziane; che hanno a disposizione piccoli appartamenti autonomi di 35 mq, al costo medio di 420 € al mese, dentro una struttura con molti spazi comuni, in cui la vita è organizzata attivamente, in stretta relazione con le attività sociali e creative del quartiere e della città. L’attivismo sociale è un elemento chiave per l’accesso alla casa, perché considerato necessario per invecchiare bene: “Le femministe invecchiano meglio per il senso dato alla loro vita, cosa che garantisce una migliore salute mentale; ma il progetto nasce anche da considerazioni di vita vissuta: quando ho assistito per cinque anni mia madre fino alla fine della sua vita è stata molto dura, avevo quattro figli che si sposavano, soffrivano e divorziavano; mi son detta che avrei fatto in modo che loro non dovessero affrontare la stessa esperienza”.  
Il concetto è dunque: invecchiare insieme, invecchiare meglio, farlo attivamente, sostenendosi reciprocamente, senza pesare sui figli e rendendosi partecipi della vita sociale. Nel febbraio 2013, dopo una battaglia durata 10 anni, Thérèse è finalmente riuscita ad aprire la sua “Maison de Babayagas” investendo 4 milioni di euro: pagati per metà da istituzioni pubbliche (fra cui il comune di Montreuil) e per l’altra metà attraverso un mutuo bancario "per servizi pubblici".  
Le linee guida della convivenza sono autogestione, in quanto la casa è governata da un “consiglio di amministrazione” eletto dalle abitanti; solidarietà, perché è uno spazio aperto al quartiere, in cui si organizzano attività con i giovani e gli immigrati; ecologia, perché è concepita secondo sistemi di risparmio, riutilizzo di risorse, consumi di prodotti a km zero.
Ma il suo vero segreto è: fiducia in sé stesse, fiducia nelle altre. E' questo il terreno meraviglioso in cui, solo, un simile progetto può fiorire ed espandersi. E lo fa: la “Maison de Babayagas” sta facendo scuola e ispirando ormai realtà simili in diversi paesi.  
Qualcuna su facebook già commenta: non vedo l'ora di diventare vecchia per andare alla Casa delle Streghe. Vogliamo una Casa delle Streghe in ogni città!